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Dubbing Day – Un Giorno in Sala Doppiaggio

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Era il 23 giugno 2015 quando su Italia Uno andava in onda il finale della prima stagione di The Flash, un finale emozionante, strappalacrime, ma anche piuttosto inconclusivo: che ne sarebbe stato di Central City e di Flash che si era lanciato dentro la singolarità dimostrando di essere un vero Eroe?

Sebbene negli Stati Uniti la seconda serie sia già cominciata da un pezzo e si stia avvicinando alla pausa di metà stagione, il pubblico italiano dovrà aspettare ancora fino a febbraio per poter rivedere il velocista scarlatto sfrecciare su Italia Uno. Ed è proprio in questo periodo che avviene quel processo fondamentale della TV italiana per rendere questa serie di successo alla portata di tutti: l’adattamento e il doppiaggio.

Si tratta di un processo tutt’altro che semplice, a tratti davvero affascinante, ma a volte molto ripetitivo, che coinvolge non solo doppiatori, ma anche un gran numero di persone che contribuiscono a creare un prodotto eccellente e disponibile per tutti.

Ho avuto la fortuna di assistere ad alcuni dei turni di doppiaggio delle prime tre puntate della seconda stagione di The Flash, e questo è il racconto della mia esperienza in sala di doppiaggio, un’esperienza davvero fantastica, soprattutto per le gentilezza dimostrata dallo staff e dai doppiatori.

Innanzitutto, sfatiamo un mito: nelle scene in cui ci sono tante persone che parlano, non sono presenti tutti i doppiatori in sala doppiaggio! Mi è stato spiegato, infatti, che i doppiatori lavorano a turni di circa tre ore, in cui si occupano di un certo numero di righe (intorno alle 100) coprendo così più parti di puntata possibile. È possibile che certi doppiatori lavorino insieme nello stesso turno, ma per esigenze logistiche.

Una volta in sala, il doppiatore si sistema davanti a un leggio e a uno schermo in cui vengono proiettate le immagini dell’episodio che andrà a doppiare. Con il testo in italiano precedentemente tradotto e adattato da un dialoghista, che prima di entrare in sala doppiaggio viene supervisionato dal responsabile dell’edizione italiana di The Flash  (colui che cura il doppiaggio e corregge e riporta i testi nel linguaggio originale, rispettando lo spirito della storia, le intenzioni degli autori e approva le voci italiane sui personaggi della serie ) sotto gli occhi, vede il pezzo in inglese, tiene conto delle pause, del tono di voce e di ciò che deve trasmettere. Poi la scena viene proiettata un’altra volta, però senza audio: sarà il doppiatore a dare la sua voce, diretto dal direttore di doppiaggio (il regista dei doppiatori), a ciò che si vede sullo schermo, sincronizzando il parlato con il labiale e cercando di utilizzare al meglio la propria voce per avvicinarsi di più alla versione originale. Come si può ben immaginare, non si tratta di qualcosa di semplice, e capita di non riuscire ad azzeccare l’intonazione giusta la prima volta che lo si fa, oppure di finire “troppo lungo” o “troppo corto” o fuori sync. È il direttore del doppiaggio spesso a segnalare questi errori e a far capire al doppiatore come può correggersi e migliorare, se necessario arrivando a ripetere una certa battuta un’infinità di volte. Ma non finisce qui, perché oltre al parlato vengono anche doppiati i “fiati”, ovvero tutti quei sospiri, urla, gemiti o esclamazioni che escono dalla bocca del personaggio e che ovviamente devono essere riportati nella versione italiana.

Ma dopo questo discorso molto generale ed esplicativo, veniamo al dunque e ai nomi che contano.

Il primo turno a cui ho assistito è stato quello di Alessandro Campaiola, l’unico e solo Barry Allen della tv italiana. Alessandro è giovanissimo, ha solo 23 anni, ma da come mi aveva raccontato in una vecchia intervista, è ben inserito nel mondo del doppiaggio. Barry Allen non è neanche il primo velocista a cui presta la voce, è infatti anche Quicksilver del film X-Men: Giorni di un Futuro Passato. Alessandro mi accoglie con un sorriso, è un ragazzo disponibile, gentilissimo e con la battuta pronta. “Mi era mancato tantissimo doppiare Flash, sono troppo contento che tra un po’ ricomincia!” mi confida emozionato poco prima di mettersi al lavoro. E tutto il suo entusiasmo si sente, soprattutto nel momento in cui deve dire quella che ormai è la sua battuta, “Mi chiamo Barry Allen e sono l’uomo più veloce del mondo.” Mi racconta con una risata che in macchina ha la musica della colonna sonora di Flash, e ogni volta che è in auto insieme a suo fratello, lui lo obbliga a dire quella battuta. Ma dopotutto, chi non lo farebbe?

Alessandro Campaiola, doppiatore di Barry Allen.

Alessandro, il direttore di doppiaggio e il suo staff lavorano minuziosamente e con moltissima cura per dare giustizia al personaggio di Barry, soffermandosi sui toni della voce, su ciò che in quel momento l’attore vuole trasmettere. “Grant Gustin è troppo bravo,” mi dice Alessandro durante una pausa sulla recitazione del protagonista. “Doppiare un attore del genere è davvero un piacere, perché lui è uno di quei professionisti a tutto tondo. Sono davvero fortunato.”

Fortunatamente non si tratta di un turno di tre ore serie e senza una minima distrazione, ma anzi, sono frequenti e molto divertenti i momenti leggeri in cui c’è un errore di dizione o di pronuncia e si passa dal Barry Allen al romanaccio de Roma, rendendo l’atmosfera rilassata, tranquilla ed estremamente accogliente. “Non è sempre così in sala doppiaggio,” mi spiega Alessandro. “Dipende molto da chi hai alla guida e come tale persona vuole lavorare, ma per quanto riguarda The Flash posso dire che è spesso così. Ci troviamo bene.”

Durante il suo secondo turno della giornata, Alessandro viene raggiunto da Alessio Puccio, il doppiatore di Cisco e una voce conosciuta da tutti i giovani italiani, in quanto è nientedimeno che Harry Potter. I due ragazzi si dividono la sala, ma lavorano spesso separatamente anche nelle scene in cui Cisco e Barry sono insieme, prima uno e poi l’altro. Ogni tanto, se hanno battute che non sono vicine, si ritrovano a doppiare nello stesso momento, il che è doppiamente fantastico (e sì, il gioco di parole è voluto). Alessio ha forse uno dei personaggi più difficili della serie, visto che Cisco fa spesso monologhi infiniti pieni zeppi di termini tecnici e scientifici. Il terrore di fare un errore di pronuncia durante uno di quei monologhi si può sentire nelll’aria, ma se anche succede si risolve con una risata e un “rifaccio da capo”.

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Alessio Puccio e Alessandro Campaiola in sala doppiaggio.

Successivamente ho potuto assistere al turno di doppiaggio di Valentina Favazza, che presta la voce ad Iris West. Valentina è giovane e solare, ben inserita nell’ambiente di film e telefilm per ragazzi, mi racconta infatti di essere la voce di Skye di Agents of S.H.I.E.L.D, di Tris della saga di Divergent, di Alison DiLaurentis di Pretty Little Liars, Pennsatucky di Orange is the New Black, Lydia di Teen Wolf, di Mystica della saga degli X-Men e moltissimi altri. “Ultimamente ho doppiato anche Felicity Jones ne La Teoria del Tutto e mi è piaciuto molto. Il film è molto bello e lei è davvero un bel personaggio.”

Valentina si approccia decisa al leggio e noto che spesso per aiutarsi nel dire le sue battute, si trova a gesticolare o a muoversi molto. “È qualcosa che aiuta,” mi spiega. “Una attore usa il fisico e le espressioni del volto per esprimere un particolare stato d’animo o un’emozione, noi dobbiamo basarci solo sulla voce. Spesso gesticolare aiuta a calarci meglio nel personaggio.”

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Valentina Favazza, doppiatrice di Iris West.

Incuriosita, le chiedo come si è ritrovata a diventare doppiatrice e con un sorriso mi spiega che la cosa che serve di più per questo mestiere è la pazienza. “Io sono cresciuta con una grande passione per il doppiaggio, fin da quando ero piccola. La cosa che mi ha aiutata ad arrivare dove sono oggi è stato, più che corsi specifici, assistere di prima persona in sala con i maestri del doppiaggio italiano, e soprattutto avere tanta voglia di imparare, mettersi in gioco e ascoltare i consigli di chi ti guida.”

Senza dubbio un’esperienza come questa porta a vedere il doppiaggio da un altro punto di vista. È davvero difficile non riuscire ad apprezzare l’adattamento italiano di The Flash conoscendo e vedendo con i propri occhi l’impegno che c’è dietro anche solo a una singola battuta, alla scelta delle voci e al lavoro di traduzione e di supervisione del responsabile dell’edizione italiana per cercare di rendere i dialoghi a portata di chi non ha dimestichezza con l’inglese pur restando fedele al testo originale. È un dato di fatto che il doppiaggio italiano sia uno dei migliori del mondo, e sebbene molti possano pensare che questa definizione possa essere applicata solo ai film, la realtà è che il doppiaggio delle serie americane e inglesi di successo ha raggiunto lo stesso livello delle pellicole cinematografiche. Certo, non si può parlare per tutti i telefilm doppiati presenti sulla tv italiana, ma per quanto riguarda The Flash non ci sono dubbi.

Lo stesso impegno che i produttori Andrew Kreisberg e Greg Berlanti mettono nella serie tv, che è di fatto la più vista del canale americano The CW, è decisamente lo stesso che il team che si occupa del doppiaggio mette nella versione italiana, sennò non si spiegherebbe perché la prima serie di The Flash sia stata la più vista in Italia quest’anno.

The Flash torna su Italia 1 da febbraio 2016, non perdetevelo!

 

 

[Un grazie immenso a chi mi ha dato l’opportunità di fare questa meravigliosa esperienza!]


Articolo a cura di Martina Carrea